Massa Sonora Jazz Festival

MassaSonora Jazz Festival - Paolo Ferro
Massa Sonora Jazz Festival

Collettiva a cura di Alice Zannoni
Spazio JYL, Massa Lombarda (RA)

Evento promosso da:
Regione Emilia Romagna; Comune di Massa Lombarda; Provincia di Ravenna; Cineteca di Bologna

Notazione Aleatoria
Una breve premessa, a partire del titolo dell’esposizione “Notazione Aleatoria”, è utile per comprendere il significato delle collettiva nell’ambito di “Massa Sonora”, meeting dedicato alla musica di ricerca.
Tecnicamente, per chi non lo sapesse, la “notazione aleatoria” è un tipo di scrittura (musicale) non tradizionale che, prevedendo la possibilità di scelta entro dei parametri definiti, lascia  indeterminato l’esito di lettura dello spartito aprendo alle variabili interpretative; sulla base di questa omologia tra ambito sonoro e delle arti visive si imposta concettualmente la mostra di sei artisti fortemente individualizzati nella propria espressione poetica eppure capaci di convivere in una “orchestrazione semiotica” sotto il segno della collettiva.
A collaudare la totalità dell’ “esecuzione visiva”, il tema della variazione o, per converso, la variazione sul tema che, storicamente, trova i natali già nell’antichità del teatro greco e che Cinzia Delnevo con “Dodici movimenti per clepsamia” e “In asssenza di ritardo” riprende nella più pura concettualità contemporanea di un  “bugiardino per performance” sollecitando lo spettatore a compiere la propria  esecuzione gestuale in autonomia ma entro i limiti delle indicazioni date dall’artista.
In modo completamente diverso ma altrettanto potente nella grammatica poietica Paolo Ferro allestisce lo spazio con le proprie “opere in progress” ovvero piante, arbusti e fiori che l’artista coltiva nel proprio spazio domestico alla stregua del più convinto collezionista arboreo per mettere in mostra, nella  totalità della composizione, il meraviglioso dono naturale della “ripetizione differente”.
Giocata sulla dualità ossimorica del bianco e nero,  il video “Untitled”  di Mariya Gyukova mostra il cambiamento dell’essere tra presenza e assenza con una semplice modifica “di superficie” rispetto alla forma originaria: apparire e scomparire diviene simbolicamente il gesto per mettere in mostra gli estremi delle variabili dell’identità.
Il video di Silvia Sardellaro, “The hot walking dog”, omaggia non solo il poeta Andrea Cometti, interpretandone i versi, ma anche tutta la tradizione del non-sense di matrice surrealista ricordando  formalmente (per assenza di colore e per la sequenza a scatti delle immagini) il delirio onirico del “Chien Andalou”, pellicola d’avanguardia cinematografica che ha avviato, sulla base della psicoanalisi freudiana, alla profonda interpretazione dell’essere.
L’opera  di Silvia Paltenghi, “Untitled”, potrebbe essere definita, parafrasando Calder, una scultura mobile che mette in scena, attraverso la dinamica provocata artificialmente, l’armonia del movimento e le oscillazioni individuali che in fondo costituisco la cinetica esistenziale nelle molteplici variazioni del quotidiano, infine, Valentina Crasto le cui opere ricordano, nella composizione ricca di elementi estesici, l’ambizione della “Gesamtkunstwerk” wagneriana coinvolgendo oltre la vista, l’udito e simbolicamente il gusto in una variazione concepita “alla Nietzsche” come atto creativo.

Alice Zannoni

Foto: Davide Semeraro

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